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Selvaggi e Folli presso i Kwakiutl/Dzonoqwa/Noolmahl/Hamatsa/Bekhu's
La Dzonoqwa: la donna selvaggia dei boschi
Miti e Leggende
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Da “La via delle maschere” di Lévi-Strauss

Mito Nimkish
(nord dell’isola di Vancouver)


Il mito racconta di un bambino fuggito di casa in piena notte, rapito e trascinato sotto terra dalla Dzonokwa. Ma l’astuzia salvò il bambino che, col pretesto di somministrare un trattamento magico in grado di rendere bella la sua carceriera, uccise e bruciò sul rogo l’orchessa. Al suo ritorno il bambino raccontò l’accaduto al villaggio. Gli abitanti andarono nella casa della Dzonokwa e fecero bottino di tutte le sue ricchezze (bacche in conserva, carne secca e pellicce). Tali beni furono poi distribuiti dal padre del giovane durante un potlach.


   

Mito Tlaskenok

Il mito racconta di una famiglia che durante il viaggio per far visita ad un villaggio sito sulla riva del Klaskino Inlet dovette subire il rapimento di tutti i bambini da parte della Dzonokwa che riuscì nel suo intento dopo aver accecato i piccoli incollando le loro palpebre con la resina. La madre pianse così disperatamente che dal suo muco caduto a terra nacque un bambino. Quando questo fu adulto partì alla ricerca dei suoi fratelli e grazie all’incontro con una donna confitta in terra scoprì come rendere vulnerabile l’orchessa. Questa infatti teneva nascosto il suo cuore in un luogo segreto. L’eroe la uccise con il pretesto di volerla rendere più bella, ma lei resuscitò subito dopo. Alla fine comunque il giovane la uccise, resuscitò i suoi fratelli e salì in cielo.


   

Mito presso i Tsawatenok

“Dzonokwa della foresta” invitò nella sua dimora un principessa, incontrata nel bosco in cui stava giocando, che aveva da poco raggiunto la pubertà. Questa in cambio della promessa di rendere bella anche la gigantessa ottenne da lei le vesti magiche dell’orchessa ossia i suoi abiti di pubertà. La principessa condusse Dzonokwa al villaggio con la scusa di affidarla ad un barbiere ed un guerriero, chiamato appositamente, la uccise con un martello ed uno scalpello di pietra.Quando il villaggio arrivò alla casa dell’orchessa vi trovò enormi ricchezze, quali pelli, pellicce, carne secca e grasso. Fu inoltre rinvenuta una maschera dal viso umano sormontata da un’aquila nel suo nido, denominata “maschera col nido della datrice d’incubi” e il padre dell’eroina se ne impossessò. Furono distribuite le provviste di Dzonokwa e i clan autore dell’impresa acquistò il primo rango. Da quel tempo le ragazze nel periodo della pubertà indossano i paramenti di lana di capra della Dzonokwa.

   
Mito Awaitlala

Il mito racconta di una famiglia che decise di risalire un fiordo in barca per pescare i salmoni. Ma i salmoni messi ad essiccare sparivano costantemente. Del furto fu accusato il figlio in quanto, non essendosi sottoposto alle prove rituali prescritte per la sua età, non aveva così ottenuto la benevolenza degli spiriti. Il ragazzo allora fece i bagni rituali ed uno spirito lo educò e gli consegnò anche alcune pietre rotonde con le quali questi uccise i ladri di pesce, che altro non erano che una banda di Dzonokwa. Nell’abitazione della Dzonokwa furono trovati cumuli di ricchezze (carne, pellicce d’orso e di capra selvatica, bacche essiccate e tutti i salmoni rubati ) e due piccole orchesse. Il bottino e le due Dnonokwa bambine furono trasportate fino ad un villaggio, probabilmente al di là del territorio Awaitlala, ma sempre presso un gruppo Kwakiutl . Il padre che aveva assunto il nome cerimoniale di Dzonokwa, invitò “tutte le tribù”, offrì loro un gran banchetto e quando la festa raggiunse il momento più alto presentò le due Dzonokwa . Lo sgradevole odore che emanavano intossicò gli astanti ed il giovane ne approfittò per uccidere molte persone. Vennero distribuite pelli e pellicce ai pochi rimasti e l’eroe tornato al suo paese eresse quattro statue di Dzonokwa a ricordo dell’impresa.

   

Mito Tenaktak

Il mito racconta che in cambio di un importante aiuto Dzonokwa diventa donatrice di enormi ricchezze. La Donna Selvaggia della foresta possiede inoltre dei poteri curativi : grazie ad un’acqua magica attinta da una bacinella resuscita il proprio figlio; attraverso l’aspersione della propria acqua trasforma l’eroe in un bel giovane; grazie all’acqua magica donata all’eroe dalla Dzonokwa, questi potè resuscitare i genitori. L’eroe durante il rituale d’inverno eseguì la danza della Dzonokwa e distribuì doni.


   
Mito presso i Tenaktak e gli Awaitlala

Dal mito emerge che un bagno nel cranio (utilizzato come bacinella) di Dzonokwa cadavere conferisce un vigore eccezionale.